4 step per tirare fuori la motivazione di tuo figlio

Cari genitori di adolescenti, come va con il vostro teenager? Lo vedete sprizzate, pieno di vita, entusiasta? Oppure vi pare piuttosto afflitto da demotivazione cronica? Se il secondo caso rappresenta con maggiore accuratezza la creatura che da figlio è ormai diventato parte integrante del divano (o del letto, per i giovani infastiditi dal solo respiro genitoriale), vi invito a testare queste 4 “semplici” strategie per tentare di stimolare un pizzico di motivazione nei vostri cari, carissimi, comprensibilissimi, figli.

  1.  Fai sapere a tuo figlio quando agisce con motivazione. Sottolinea i momenti in cui è riuscito ad esprimere, attraverso una sua azione, motivazione. Ti sembrerà strano, ma la motivazione in lui esiste davvero. O forse non ti sembra così anomala come cosa, perché d’altronde, per fare ciò che gli interessa altro che motivato, può arrivare una pandemia mondiale che quella cosa la fa! Attenzione però, quando finisce i compiti in tempo o si offre di sparecchiare la tavola, non esortiamo con esclamazioni meravigliate del tipo “ma sta nevicando?” o con incoraggiamenti troppo accentuati che finiscono per diventare pesanti come “ma lo vedi che se vuoi puoi? Perché non sei sempre così? Potresti dimostrare questa motivazione anche nel resto delle cose che devi fare!”. Ecco, può bastare un semplice “Hai dimostrato motivazione.”
  2.  L’obiettivo non è dimostrare a te, genitore, di essere un giovane dotato di motivazione. Tuo figlio ha bisogno di dimostrare a se stesso di poter esprimere questa qualità, questa risorsa che in fondo sta imparando a sviluppare. Quindi, dopo avergli detto “hai dimostrato motivazione” si potrebbe aggiungere una domanda che ha lo scopo di stimolare un aggancio introspettivo, come ad esempio “sei fiero di te?”. Potrebbe fare spallucce o rispondere di no, d’altronde non può assolutamente darti soddisfazioni, però intanto l’input glielo hai dato.
  3. Credi in tuo figlio. Se vuoi cominciare a scorgere i primi sintomi di motivazione, comincia a dargli coraggio e a pensarlo come una persona capace di esprimere tale dote anche in quelle attività più noiose o meno piacevoli. Credere per vedere, non vedere per credere. Comincia a credere che tuo figlio sia motivato e magicamente lo diventerà! No, scherzo, non funziona proprio così, però iniziare a creare una rappresentazione mentale del potenziale di tuo figlio, ti aiuta a mettere in atto il quarto punto. E aggiungo: sottolineare i momenti in cui il tuo adolescente è motivato risulta essere molto più efficace rispetto al rimarcare i momenti in cui non lo è (non lo dico io, ma la scienza, e solitamente questo piace.)
  4. Non giudicare tuo figlio. E’ dura, lo so, ma questo rappresenta la tua sfida in quanto genitore. Penso che la genitorialità sia uno dei più grandi e sfidanti percorsi di crescita personale, più che educativa. Quindi prova, mettiti in gioco, lascia da parte il tuo giudizio e accetta il tuo adorato cucciolo mutante proprio così com’è, demotivato, pigro, bradiposo. La tua accettazione è davvero importante e la esprimi in primis dentro di te. È innanzitutto un lavoro che puoi fare tra te e la rappresentazione attuale e mentale che hai di tuo figlio.

 Quindi, genitore, munisciti di amore, rispetto, empatia e tanta, tanta pazienza.

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