Cosa vuol dire sbagliare?

“Non posso sbagliare.”

“Se sbaglio poi mi arrabbio.”

“Per me l’errore è qualcosa che non deve capitare.”

“Per i miei genitori sbaglio sempre. Anzi, sono sbagliato io.”

Queste sono alcune delle frasi che mi sono state dette da giovani adolescenti in risposta alla mia domanda: “Qual è la prima cosa che ti viene in mente alla parola ‘sbagliare’?”

Molti ragazzi affrontano l’ errore o con la paura di sbagliare, quindi in maniera preventiva, o rimuginando sullo sbaglio commesso, rimanendo quindi legati ad un passato ormai immodificabile. Sbaglio per chi poi? Rispetto a cosa, a quali criteri? Spesso il giudizio che determina l’esistenza o meno dell’errore è autoimposto dai ragazzi stessi, condizionato dallo stile di vita e di pensiero comune dei coetanei. Altre volte la cosa giusta o sbagliata da fare è dettata dalle regole imposte dagli adulti, ma in questo caso non è tanto la paura di sbagliare ad essere presente, quanto il non sentirsi accettati.

Insomma, non importa tanto se l’errore sia o meno errore, quanto la percezione e il significato che l’adolescente gli dà. Una cosa che tendo a dire ai miei clienti adolescenti è: “spero che tu commetta ancora migliaia di errori!” Alcuni mi guardano male, altri si mettono all’ascolto.

Sbagliare significa porsi in quello spazio presente tra ciò che si conosce e ciò che deve ancora essere conosciuto. Questo spazio rappresenta quella terra da conquistare, quelle acque sconosciute sulle quali non si sa ancora navigare fino a quando non le si impara a conoscere. Per imparare BISOGNA sbagliare!

L’errore è la dimostrazione del fatto che si stanno ampliando i propri limiti, che si sta conquistando un nuovo pezzo di terra, o meglio, un nuovo pezzo di sé. Se non si sbaglia si rimane nella propria zona di comfort, proprio perché è meno probabile commettere errori in contesti conosciuti, poiché tali contesti sono più facilmente prevedibili. Quando si sa cosa aspettarsi, è proprio l’errore ad essere più prevedibile quindi maggiormente evitabile.

Cari ragazzi, vi auguro di sbagliare, perché vi auguro di crescere. Dall’errore si impara, quando ci si riflette sopra ovviamente, perché l’essere umano, ahimè, può anche essere diabolico. Affrontando l’errore consapevolmente si possono prendere nota delle future mosse giuste da fare. E crescere.

L’errore nell’affrontare l’errore sapete forse qual è? Il giudicare se stessi per l’errore commesso, anziché le proprie azioni. Non siamo il nostro comportamento. L’essere non è il fare. Ciò che fate non rappresenta ciò che siete.

Ragazzi, criticate costruttivamente le vostre scelte, le vostre mosse, le vostre azioni e le vostre non azioni, ma non giudicate il vostro valore. A prescindere dai vostri sbagli, voi valete.

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